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Tobin Tax
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Appare sempre più evidente come l’attuale sistema finanziario neoliberista stia dimostrando tutte le sue debolezze: il libero mercato e le conseguenti speculazioni da parte delle nazioni più potenti a scapito dei paesi più poveri, il continuo accrescimento del Debito Internazionale porteranno, a detta di molti economisti, all’implosione su se stesso dell’intero sistema, con il fallimento di tutte le nazioni una ad una, a cominciare ovviamente dalle più deboli. La prima grande crisi finanziaria è del Messico, 1994, a cui ha seguito la più recente crisi Argentina.
Tutto questo perché il Sistema Monetario Internazionale, fondato appunto sul libero scambio, è una medaglia a due facce: nella prima promette il benessere per tutti i cittadini, nell’altra lascia libero spazio alle speculazioni finanziarie da parte di chi l’unico benessere che ha davanti agli occhi è il suo.
Una delle cause principali di squilibrio può essere ricercata negli enormi flussi internazionali di capitale, e nella loro forza destabilizzante:è urgente che i governi prendano provvedimenti seri contro le enormi speculazioni che avvengono intorno alle transazioni finanziarie, cioè alla compravendita di denaro.
Un primo passo verso l’arresto, o per lo meno il rallentamento di questo fenomeno è stato compiuto dalla proposta, risalente ormai al 1972, di James Tobin. Tale proposta prevedeva una aliquota molto bassa, intorno allo 0.05 - 0.1 %, da applicare a tutte le operazioni finalizzate alla compravendita di valuta.
Tale imposta, essendo molto bassa, non limiterebbe i scambi a medio o lungo termine, che mirano ad un guadagno netto ben superiore, ma di fatto rallenterebbe gli scambi a corto termine, rendendoli più costosi. Questo restituirebbe una certa stabilità al sistema monetario, oggi fortemente destabilizzato proprio dalla massa enorme di capitali che giornalmente vengono comprati e venduti.
Oltremodo, spesso le banche centrali nei momenti di crisi si trovano costrette a vendere ingenti quantità delle loro riserve in denaro nella speranza di scongiurare una eccessiva svalutazione della moneta, e le speculazioni a breve termine tendono proprio ad incentivare questa svalutazione. La tassa diventa anche un modo per proteggere le valute nazionali.
I proventi di questa aliquota, ed è qui un altro grande tassello di questa tassa davvero rivoluzionaria, verrebbero gestiti da una apposita associazione con lo scopo di investirli in strutture e programmi per il terzo mondo. Questa espressione, oggi comunemente usata per indicare i paesi con un reddito medio pro-capite inferiore al dollaro al giorno, copre una fascia di oltre un miliardo di persone, che ha urgente bisogno di aiuti per far fronte alle malattie, alla fame, alla morte.
In pratica, l’introduzione di questa tassa mira a ridurre i flussi di capitale speculativi a breve periodo, rilanciare l’autonomia politica nazionale, ripristinare le capacità di tassazione dei singoli paesi, ridistribuire in maniera più equa il gettito fiscale, monitorare i flussi di capitale, reperire risorse finanziarie da destinare in aiuti umanitari.
L’assocciazione che si occupa di portare avanti la lotta a favore della Tobin Tax è ATTAC (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e per l’Aiuto ai Cittadini), una associazione nata in Francia nel 1998, ed ora attiva in 39 paesi nel mondo. Lo scopo, incentrato soprattutto nella lotta per l’attuazione della tassa Tobin, è contrastare la dittatura dei mercati e la loro logica di sfruttamento delle persone e delle risorse naturali. E’ stata anche tra i principali promotori del World Social Forum di Porto Alegre, quest’ anno giunto alla seconda edizione, e nato per contrastare il World Economic Forum, la riunione annuale tenuta a Davos (quest’ anno a New York) tra le potenze economiche della terra.
La Tobin Tax ha ormai l’appoggio di centinaia di economisti mondiali, tra cui anche esponenti del Fondo Monetario Internazionale, grazie anche alla grande eco avuto in seguito ad un imponente impatto sociale. ATTAC fa la sua forza infatti sull’idea di una finanza dal basso, che parta proprio dal consenso di tutti, ed è per questo che si sta prodigando in una raccolta firme a favore della Tassa in tutto il mondo, al fine di informare e di condividere con tutti questa grande iniziativa. Purtroppo l’opposizione delle lobby economiche e degli speculatori impedisce una sua immediata applicazione, per questo è importante che l’ opinione pubblica si mobiliti per dire finalmente la sua a gran voce contro gli interessi economici di pochi, a svantaggio di molti. Per maggiori informazioni, potete contattare il sito ufficiale di ATTAC Italia, dove potrete trovare anche tutte le date per apporre la vostra firma a favore della più grande manovra finanziaria a favore di una distribuzione equa e globale delle risorse economiche della storia.
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