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Notizie dal Sahara Occidentale |
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Associazione Sahara Libre |
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Viaggio nella realtà sahrawi (gennaio 2006) |
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Scatti dai campi profughi |
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13 luglio – Aminatu al Borgo Ragazzi Don Bosco |
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di Mohamed Mohamed-Saleh
Aminatu si trova a Roma, ospite d'onore, e il 13 luglio approfitta dell’occasione accettando l’invito della scuola “Borgo Ragazzi Don Bosco”, per incontrare i bambini sahrawi ospiti nella capitale italiana Roma.
Da mezzogiorno, la scuola è in movimento per le bandiere affisse sulle colonne e per la preparazione della cena con “uno dei simboli della resistenza pacifica nel Sahara Occidentale” – queste le parole che si ascoltano maggiormente nel gruppo – che dimostrano la preoccupazione di parte del popolo italiano per la causa Sahrawi.
Alle 20 arriva la signora Aminatu Haidar, i bambini nel vederla sono corsi verso di lei gridando “Aminatu! Aminatu!” e tutto il gruppo si è emozionato nel vederla; entrata nella sala da pranzo, i bambini iniziano a cantare due canzoni, di cui la prima intitolata “Aminatu Haidar”, dopodichè il coordinatore del progetto dà il benvenuto per iniziare la cena organizzata un suo onore.
Aminatu riceve due regali, uno della scuola, una cornice con la foto del suo incontro con il gruppo nello scorso viaggio a Roma con la maglietta in cui sono scritti proverbi sahrawi, e l’altro della rivista “20 de Mayo”, l’ultimo numero pubblicato, il simbolo del 30° anniversario della proclamazione della RASD e la pubblicità dell’evento del 19 luglio per rinnovare il progertto di accoglienza di bambini sahrawi a Roma.
Durante la cena, Aminatu dedica quasi tutto il tempo ai bambini, che sono raggianti per lei, e agli altri ospiti che chiedono della zona occupata, del suo viaggio in Sudafrica, con tutta la calma e l’intelligenza si mette a servizio di ognuno rispondendo in maniera impressionante.
In una delle sue risposte dice “il Sudafrica è un successo per la causa sahrawi”, e aggiunge, “la comunità internazionale e specialmente quella europea deve smascherare la politica del governo marocchino nel Sahara Occidentale”.
Al termine della cena, Aminatu gira per la scuola attorniata dai bambini, per passare un po’ di tempo con loro, quindi sale nelle loro camere, e scatta qualche foto con loro e con il gruppo di accoglienza.
Tutti rimangono impressionati da un incontro così interessante ma allo stesso tempo preoccupati per lei per il momento del ritorno nelle zone occupate.
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