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Notizie dal Sahara Occidentale |
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Associazione Sahara Libre |
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Viaggio nella realtà sahrawi (gennaio 2006) |
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Scatti dai campi profughi |
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Comunicato dell'inviato personale del Segretario generale per il Sahara occidentale (accettato dalle Parti)
Riunione di Manhasset (Greentree Estate)
19 giugno 2007
Conformemente alla risoluzione 1754 del 30 aprile 2007 del Consiglio di sicurezza sul Sahara occidentale, il Segretario generale ha dato disposizione affinché il Marocco ed il Fronte POLISARIO inizino i negoziati senza condizioni preliminari, in buona fede, tenendo conto degli ultimi sviluppi, sopraggiunti negli ultimi mesi, per giungere ad una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile che permetta l'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale.
La riunione si è tenuta sotto gli auspici del Segretario generale a Manhasset, (Stato di New York) al Greentree Estate, il 18 e 19 giugno 2007, con la partecipazione delle parti, il Marocco ed il Fronte POLISARIO. I rappresentanti dei paesi vicini, Algeria e Mauritania, erano presenti alla seduta di apertura e di chiusura e sono stati consultati separatamente.
Durante la riunione, i negoziati sono iniziati come previsto dalla risoluzione 1754 del Consiglio di sicurezza. Le parti hanno convenuto che i negoziati continueranno a Manhasset nella seconda settimana di agosto 2007.
Inizio dei negoziati diretti tra il Fronte Polisario ed il Marocco a Manhasset
18/06/2007
Il coordinatore saharawi con la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso), Hamed Kheddad ha affermato in una dichiarazione a SPS, che i negoziati diretti tra il Fronte Polisario ed il Marocco sono iniziati oggi lunedì alle 11 a New York.
Il primo round di questi negoziati si è aperto con i discorsi del collaboratore del SG dell'ONU, Lynn Pascoe, del suo inviato personale al Sahara Occidentale, Peter Van Waksum, in presenza delle delegazioni del Fronte Polisario, del Marocco e dell'Algeria e la Mauritania in quanto osservatori, e di un gruppo di alti funzionari dell'ONU.
M. Lynn ha sottolineato che i negoziati sono nel quadro dell'applicazione della risoluzione 1754 del Consiglio di sicurezza.
L'intervento della delegazione marocchina guidata dal ministro dell'interno, “è stato caratterizzato dall'intransigenza del Marocco e la sua rinuncia al Diritto internazionale, in un tentativo di fare legittimare dalla comunità internazionale la sua occupazione illegale" del Sahara Occidentale, ha detto Kheddad.
Il capo delegazione saharawi, Mahfoudh Ali Beiba ha sottolineato l'importanza di questo avvenimento, chiedendo al Marocco di" assumersi le sue responsabilità di un eventuale insuccesso di questi negoziati".
Ha ricordato anche il memorandum presentato in aprile dal Fronte Polisario al SG dell'ONU, che prende in considerazione tutte le preoccupazioni del popolo fratello marocchino, ha precisato.
Il secondo round si terrà nel pomeriggio alle 14h a Manhasset, con le sole delegazioni saharawi e marocchina.
M. Kheddad, membro della delegazione saharawi, aveva detto alla catena III della radio nazionale algerina, che "l'autodeterminazione appartiene al popolo saharawi e nessuno può fare concessioni su questo tema che riguarda la sovranità. È unicamente il popolo saharawi che può decidere". Ribadendo la buona fede" da parte saharawi, in questi negoziati diretti", M., Kheddad ha detto che" non risparmieremo nessuno sforzo affinché i negoziati finiscano conformemente alla legalità internazionale e agli appelli del Consiglio di sicurezza dell'ONU." Ha detto che tuttavia non vede "purtroppo per il momento, nessun segno che incoraggi, nessuno segno di buona volontà da parte marocchina"
Il Polisario e Rabat scelgono i rappresentanti per negoziare sul Sahara
ABC 13.06.2007
Il Fronte Polisario ha già nominato i rappresentanti che inizieranno i negoziati col Marocco a partire da lunedì 18 di giugno. La delegazione che andrà a New York è composta da rappresentanti di primo piano della Repubblica Arabo Saharawi Democratica.
Il presidente Mohamed Abdelaziz che ieri ha inviato una lettera all'ONU esprimendo la sua volontà di avvicinare le posizioni, ha scelto lo stesso gruppo che negoziò a Houston nel 1997.
Seguendo le indicazioni del segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, saranno quattro i rappresentanti, accompagnati da due consiglieri. Arriveranno dagli accampamenti di rifugiati in Algeria, dalla Spagna e dalla sede delle Nazioni Unite a New York.
Il capo delegazione sarà Mahfoud Alí Beiba, presidente dal Parlamento e membro della segreteria nazionale del Fronte Polisario, lo accompagneranno Mohamed Hadad, responsabile delle relazioni con la Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (Minurso), il rappresentante del Polisario in Spagna, Brahim Ghali; ed il rappresentante all'ONU, Ahmed Buhari. Come consiglieri andranno Bachir Shgair, consulente del presidente Abdelaziz, ed il dottore Sidi Omar, delegato del Polisario a Londra.
Dubbi sulla riunione
Ma la cosa certa è che pochi credono che la settimana prossima si facciano progressi al tavolo dei negoziati voluto dalle Nazioni Unite a Manhasset, alla periferia di New York. Il Polisario "dubita della volontà negoziatrice" di Rabat, come ha detto lunedì ad Algeri Mohamed Salem Uld Salek, ministro degli esteri.
Nonostante tutto e senza annunci ufficiali, la delegazione marocchina si sta formando. Tutto indica, così abbozzano alcuni mezzi di comunicazione,che la delegazione di Rabat potrebbe stare composta da uomini forti del Ministero dell'Interno.
Questi quattro uomini formavano la delegazione inviata dal Re Mohamed VI, in aprile a New York, per presentare all'ONU il piano di autonomia.
Si tratta di Chakib Benmussa, ministro dell'Interno; Fuad Ali Himma, ministro delegato dell'Interno; Mustafa Yasim Mansuri, capo dei servizi di controspionaggio; e Taieb Fassi Fihri, ministro delegato agli Affari Esteri. Tutti questi, specialmente Himma e Fassi Fihri, sono persone di massima fiducia del Monarca marocchino.
Nelle ultime settimane sembrava ci fosse la possibilità che il Marocco avesse nella sua delegazione qualche saharawi che appoggia la posizione di Rabat. Uno dei rappresentanti della delegazione del Polisario ha dichiarato che anche in questo caso tenterebbero di continuare i negoziati.
Un torturatore
Tra i nomi dei saharawi che potrebbero accompagnare la delegazione del regno alauita ci sono Jalihenna Uld Errachid, presidente del Consiglio Reale Consultivo per i Temi Saharawi (Corcas) e l'ex membro del Polisario Omar Hadrami, con fama di essere uno dei più sanguinari torturatori di saharawi e marocchini nei campi di rifugiati prima di passare nelle file marocchine. I due rivaleggiano per guadagnarsi la fiducia dei più potenti del regno.
Riassunto di un articolo di LUIS DI PIANURA su ABC (13.06.2007)
Il Comitato dei ventiquattro esamina il conflitto del Sahara occidentale
Washington, 08/06/2007
Il Comitato speciale incaricato di studiare l'applicazione della Dichiarazione sul diritto all'indipendenza dei paesi e dei popoli coloniali, il così detto Comitato dei Ventiquattro, ha ripreso martedì le sue sessioni, nella sede dell'ONU, esaminando mercoledì, il problema del Sahara Occidentale.
Il Comitato dei Ventiquattro, in presenza del rappresentante del Fronte Polisario, Ahmed Boukhari, ha discusso del conflitto del Sahara Occidentale, che figura ancora a tutt’oggi tra i 16 territori non autonomi per i quali l'ONU si è impegnata, tramite il suo Comitato speciale, a creare le condizioni necessarie all'indipendenza.
Il problema della decolonizzazione del Sahara occidentale è nel programma del Comitato dal 1965 ed è stato oggetto di 41 risoluzioni.
Intervenendo davanti ai membri del Comitato, Ahmed Boukhari, ha dichiarato che il Marocco continua la sua occupazione del Sahara occidentale, e ciò costituisce "una vera sfida alle Nazioni Unite".
"L'occupazione coloniale continua del Sahara occidentale da parte del Marocco costituisce una sfida alla Carta delle Nazioni Unite, all'autorità e alla credibilità dell'organizzazione. Questa occupazione costituisce un ostacolo di primo piano all'obiettivo fissato dal Comitato speciale che mira ad eliminare il colonialismo", ha dichiarato.
Ricordando che nessun paese ha fino ad ora riconosciuto la pretesa sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, ha deplorato che il governo di Rabat "saboti" gli sforzi fatti dall'ONU da decenni per giungere alla decolonizzazione del Sahara occidentale, e continua a violare diritti umani e saccheggiare sistematicamente le risorse del territorio.
Facendo riferimento al rapporto sulla situazione nel Sahara occidentale, presentato in aprile da Ban Ki-Moon al Consiglio di Sicurezza, ha ricordato che il segretario dell’ONU ha raccomandato l'apertura di negoziati diretti senza condizioni preliminari tra il Regno del Marocco ed il Fronte Polisario, sotto gli auspici delle Nazioni Unite per giungere ad una soluzione politica reciprocamente accettabile che garantisca al popolo saharawi il diritto all'autodeterminazione.
Questa posizione di principio, è stata ribadita dal Consiglio nella sua risoluzione 1754 adottata il 30 aprile 2007.
Parlando della proposta marocchina, la proposta di autonomia, Boukhari ha detto che cerca solo di "legittimare l'occupazione del paese" e, secondo alcuni analisti politici, creare un precedente per altre forze di occupazione, a breve termine.
Ricordando che l'ONU, ha classificato il Sahara occidentale come territorio non autonomo, ha giudicato la proposta marocchina "inaccettabile" ed in violazione flagrante del principio di autodeterminazione riconosciuta nella risoluzione 1514.
Chiedendo al Comitato speciale di rinforzare la sua vigilanza, il rappresentante saharawi ha sostenuto che il referendum di autodeterminazione raccomandato dall'ONU rimane la sola soluzione al conflitto del Sahara occidentale e che la pace, se si vuole duratura, si basa sul rispetto dei diritti delle popolazioni.
Prendendo la parola, il rappresentante di Cuba ha espresso l'augurio che le parti in conflitto possano ritrovarsi al tavolo dei negoziati per giungere ad una soluzione accettabile che permetta al popolo saharawi di scegliere liberamente il suo destino. Ha fatto notare che il Comitato ha un ruolo centrale da giocare nella risoluzione della situazione attuale, e che il conflitto del Sahara occidentale deve restare iscritta nel suo ordine del giorno fino a quando sarà necessario.
"Il Comitato ha deciso di proseguire l'esame di questa conflitto nella sua prossima sessione e di trasmettere tutti i documenti relativi alla Quarta Commissione, incaricata dei problemi politici speciali e di decolonizzazione, affinché lo esamini nella sessantaduesima sessione dell'assemblea generale" che si aprirà a settembre prossimo.
Ban Ki-Moon spera che i negoziati diretti portino ad una" soluzione giusta e duratura"
Madrid, 07/06/2007
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, M., Ban Ki-Moon, ha formulato la speranza, mercoledì a Madrid, che i negoziati diretti, che si svolgeranno a partire dal 18 giugno a New York, saranno messi a profitto dalle parti in conflitto nel Sahara Occidentale, il Marocco ed il Fronte Polisario, per giungere ad una" soluzione giusta e duratura" al conflitto.
"Spero sinceramente che le parti approfittino di questa opportunità per parlare delle loro preoccupazioni ed interessi e che il gruppo di contatto ed i paesi che lo compongono facilitino questo compito, congiuntamente alle Nazioni Unite, per giungere ad una soluzione giusta e duratura di questo conflitto", ha dichiarato M. Ban Ki-Moon, in una conferenza stampa congiunta col presidente del Governo spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero.
Il segretario generale dell'ONU ha detto di avere richiamato durante il colloquio con M. Zapatero la risoluzione 1754, adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in aprile e che invita le parti ed il gruppo degli amici del Sahara occidentale ad una riunione che, ha precisato, si terrà a New York la settimana prossima. "È il primo passo di un processo dei negoziati condotti dal mio inviato speciale Peter Van Walsum. Spero che sia l'inizio di un processo politico", ha detto.
Dopo avere ricordato che la risoluzione chiede alle parti di iniziare negoziati di buona fede e senza condizioni preliminari, ha espresso l'augurio che la riunione di New York, organizzata sotto gli auspici delle Nazioni Unite, sia un" buono inizio, una buona partenza, affinché le parti possano trovare una via per una soluzione pacifica e duratura. Come afferma la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, il negoziato deve essere intavolato senza condizioni preliminari e spero che i partecipanti negozino con questo spirito. In quanto Segretario generale, ho incaricato M. Walsum, il mio inviato speciale, di sostenere un ruolo di mediatore e di facilitare i negoziati tra le parti", ha aggiunto.
Il presidente del Governo spagnolo ha, da parte sua, sottolineato la necessità di" tentare di nuovo" di risolvere il conflitto. “C'è un nuovo sforzo delle Nazioni Unite, l'istanza che deve farlo", sforzo che si inserisce nel quadro di un" dialogo diretto tra il Fronte Polisario e il Marocco senza condizioni preliminari, che è dal mio punto di vista positivo", ha dichiarato M. Zapatero.
Ha aggiunto che la Spagna con altri paesi intendono "collaborare, aiutare, perché ci siano dei primi passi positivi nella prospettiva di una soluzione definitiva del conflitto".
Il Marocco ha chiesto alla lobby ebraica sostegno al progetto di autonomia
Tel Aviv (Israel), 31/05/2007
Il giornale israeliano (Maaref) ha scritto nella sua ultima edizione, che il Marocco aveva chiesto alla lobby ebraica, di sostenere il suo progetto di autonomia sul Sahara Occidentale.
Incontri di diplomatici, tra Tale Aviv e Rabat, alcune settimane prima del dibattito del Consiglio di sicurezza e del rapporto del segretario generale dell'ONU sul Sahara Occidentale, erano stati notati da parecchie fonti, precisa il giornale.
“Il Marocco aveva inviato un delegazione a Tel Aviv per chiedere alla lobby ebraica a Washington di fare pressione sul presidente americano, Gorge Bush, che esitava a sostenere la posizione del Marocco sul Sahara Occidentale” "Come contropartita i responsabile israeliani avrebbero chiesto al Marocco il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Israele ed i paesi arabi, interrotti dopo lo scoppio dell'Intifada palestinese”.
“Gli israeliani dopo avere avuto l'impegno del Marocco, ha raccolto dalla lobby ebraica a Washington 169 firme dei membri del Congresso per una lettera inviata a Bush, allo scopo di sostenere il piano di autonomia proposto dal Marocco sul Sahara occidentale", ha indicato il giornale.
Il giornale israeliano ha scritto anche che una delegazione marocchina, di alto livello, si è recata in Israele, per chiedere il sostegno dello stato israeliano sul conflitto del Sahara Occidentale, aggiungendo che incontri tra le due parti esistono sempre, malgrado il richiamo da parte marocchina del suo rappresentante a Tale Aviv.
Secondo l'agenzia di stampa “Afrol News”, che cita fonti molto informate a Washington, il regime marocchino avrebbe promesso a Israele, il riconoscimento ufficiale dello stato di Israele, e lo stabilimento di relazioni diplomatiche con quest’ultimo, se Israele sosterrà il Marocco nel suo progetto di autonomia al Sahara Occidentale.
"Il cambiamento della posizione americana, che ha abbandonato la neutralità per appoggiare il piano del Marocco, sarebbe il frutto degli incontri fra il Marocco ed Israele”.
Il Manifesto 29 Maggio 2007 -PER IL POPOLO SAHARAUI
In una lettera aperta dal titolo «Apri i tuoi occhi al Sahara», pubblicata ieri in Spagna dal quotidiano socialista «El Pais», 52 cineasti spagnoli, tra cui Pedro Almodovar, hanno invitato il primo ministro Zapatero ad appoggiare il referendum sull'autodeterminazione per il Sahara occidentale, nel rispetto delle indicazioni delle Nazioni Unite. Nella lettera, firmata tra gli altri da Pilar Barlem, Rosa Maria Sarda e Lola Herrera, di dice tra l'altro: «Abbiamo ammirato l'audacia di Zapatero quando ha saputo allontanarsi da guerre illegali e codarde e abbiamo appoggiato e crediamo nelle sue politiche sociali, stiamo dalla sua parte e per questo gli chiediamo di aprire gli occhi e di porsi al lato del popolo saharaui».
Una delegazione marocchina partecipa alla celebrazione del 34 anniversario del Fronte Polisario
MIJEK, territori saharawi liberati, 20/05/2007
Il 34 anniversario del Fronte Polisario è stato segnato dalla presenza, domenica a Mijek, di una delegazione marocchina condotta da M. Abdelaziz Menebhi, vecchio membro del movimento progressista marocchino Ila el-ammam, (En Avant). Menebhi, 56 anni, ha ribadito il suo “sostegno alla lotta legittima dei Saharawi per la libertà, sotto la guida del Fronte Polisario” e riferendosi alla lotta dei saharawi per l’autodeterminazione l’ha definita “magnifica”.
Il primo presidente dell'unione nazionale degli studenti del Marocco (UNEM) ha detto che “Il progetto della monarchia marocchina è un tentativo che tende a prolungare all’infinito il conflitto saharawi mentre la proposta saharawi, presentata al Consiglio di sicurezza dell'Onu è una soluzione politica reciprocamente accettabile che assicura l'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale ed è molto intelligente”, denunciando i “tentativi ripetuti del regime marocchino di imporre un fatto compiuto coloniale al Sahara occidentale” Nel 1981, alla guida dell'organizzazione dell'unità africana, OUA, a Nairobi, il re Hassan II aveva accettato, sotto la pressione della resistenza saharawi, il referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale, ma ha fatto poi di tutto perché non si facesse. Adesso, il re Mohamed VI propone l'autonomia. Non è credibile”, ha ribadito M. Menebhi.
Il primo presidente dell'unione nazionale degli studenti del Marocco (UNEM) ha detto che la sua organizzazione “fu una delle prime, in Marocco nel 1973, a riconoscere il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione ed ad uno Stato indipendente. Questa posizione è stata pagata dai dirigenti dell'unione con una repressione feroce da parte del regime monarchico”.
Il presidente saharawi ha reso pubblicamente omaggio a M., Menebhi “che ha sofferto i tormenti del carcere dall'inizio degli anni 1970, per avere difeso un sacro diritto umano internazionale che è il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione”.
I negoziati col Marocco devono svolgersi sotto l'egida dell'Onu
Londra, 07/05/2007
Il Fronte Polisario ribadisce che i negoziati col Marocco si svolgano sotto l'egida delle Nazioni Unite in qualsiasi luogo. "Il luogo dove i negoziati devono avere luogo importato poco poiché l'Onu dispone di sedi a New York, Vienna, Roma, Ginevra e Nairobi. E’ invece importante è che l'ONU controlli il referendum, noi abbiamo un interesse particolare alla sua presenza fisica", ha detto l'ambasciatore saharawi ad Algeri, Mohamed Yeslem Beissat.
Riguardo ai tentativi marocchini di dare una lettura a loro favore dell’ultima risoluzione ONU, , Beissat ha sottolineato che la 1754 “ribadisce il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione attraverso un referendum libero e regolare sotto l'egida delle Nazioni Unite. Autodeterminazione significa, secondo i dizionari del mondo intero, autonomia? Autodeterminazione significa che il popolo interessato sceglie liberamente il suo destino attraverso una consultazione popolare. La nostra posizione su questa risoluzione è chiara, i negoziati devono portare all’autodeterminazione, più ci avviciniamo a questo obiettivo più sarà applicata questa raccomandazione. Non vediamo, in nessun caso, di possibilità di autodeterminazione senza consultazione popolare”
Il cambiamento della posizione americana sul Sahara Occidentale è dovuto ai gruppi di pressione
Londra, 03/05/2007
Il giornale londinese ”The Guardian” ha criticato la posizione americana sul conflitto del Sahara Occidentale, sottolineando che quando si tratta del conflitto del Sahara Occidentale, la politica africana degli Stati Uniti diventa ”molto cattiva” come se il Sahara Occidentale fosse una pura finzione ispirata al film di Groucho Marx ”Freedonia.”. In un'analisi intitolata ”salvate Freedonia” (allusione al paese immaginario del film che ha reso famosi i fratelli Marx), The Guardian stima che i cambiamenti della posizione americana, in questi ultimi tempi, ed il suo allineamento sulla posizione marocchina” è dovuto ai gruppi di pressione cubani diretti da Alberto Cardenas, e ad altri gruppi di pressione sostenitori di Israele guidati dal numero due del consiglio nazionale americano di sicurezza, Eliot Abrams.
“Il regime marocchino, ha aggiunto il giornale, ha speso circa 30 milioni di dollari per acquistare i consensi dei membri del Congresso americano, per sostenere il suo piano relativo al Sahara Occidentale, territorio che neanche conoscono , e per condurre una campagna di denigrazione del Fronte Polisario che presentano, ora come un alleato di Castro, per guadagnare il sostegno di Cardenas, ed ora come ”un potenziale pericolo terroristico”, per guadagnare i sostenitori di Israele, rappresentato da Abrams il cui nome è legato agli scandali del mercato di armamenti del Congresso o di quello dell'Irangate”. Per il giornale, Gli Stati Uniti e la Francia hanno voluto adattare il diritto internazionale in favore del ”piano marocchino” che propone ”l'autonomia” ai saharawi “dopo il rifiuto del Marocco del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione sul quale le Nazioni Unite avevano chiesto un parere alla corte internazionale di giustizia, il Marocco aveva accettato prima di ritrattare, avendo preso coscienza che l'autodeterminazione non era nel suo interesse”. Il Consiglio di Sicurezza, continua The Guardian, ha adottato una risoluzione ”consensuale” che non sostiene il piano marocchino e auspica negoziati tra il Marocco e il Fronte Polisario ”allo scopo di raggiungere una soluzione politica giusta, duratura ed accettabile dalle due parti in modo da garantire al popolo del Sahara Occidentale il diritto all'autodeterminazione”.
Critico verso la posizione instabile degli USA, il giornale sottolinea che ”la nuova politica americana in favore del Marocco è arrivata una settimana prima del voto nel Consiglio di Sicurezza della risoluzione 1754 sul Sahara Occidentale, durante la quale alcuni membri del Congresso hanno inviato una lettera di sostegno al piano marocchino quando non conoscono nulla del conflitto”. “Si può affermare, senza paura di sbagliarsi, che tutti i firmatari della lettera non hanno mai sentito parlare del Sahara Occidentale”, ha aggiunto il giornale.londinese ” The Guardian”.
Il giornale non ha mancato di sottolineare il ruolo sospetto di Abrams conosciuto per essere uno dei più grandi amici di Israele implicato nella panificazione della guerra contro l'Iraq ed uno degli architetti della ”guerra contro il terrorismo”.
Intervento del rappresentante dl Sud Africa al CdS dell’ONU
New York 30-04-07 M. Kumalo Sud Africa
Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio sul progetto di risoluzione sul Sahara occidentale.
La mia delegazione vorrebbe sia preso atto che, al quinto capoverso del preambolo, dove si dice che il Consiglio “si rallegra degli sforzi seri e credibili fatti dal Marocco”, secondo noi, il termine, “credibile” non implica che il piano presentato dal Fronte POLISARIO fondato sulle precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e sulla Carta delle Nazioni Unite, sia meno credibile. Siamo dispiaciuti che si sia deciso di lasciare questo termine nel progetto di risoluzione, perché stimiamo che introduca una sfumatura non intenzionale secondo la quale un piano avrebbe più valore dell'altro.
Vorremmo indicare anche che a nostro parere l'espressione “andare in avanti verso una regolamentazione” è spiacevole perché pregiudica a priori la situazione che potrebbe presentarsi in futuro.
Ci congratuliamo che il Marocco ed il Fronte POLISARIO abbiano espresso l’intenzione di incontrarsi e di regolare questo ultimo conflitto coloniale del continente africano.
Aspettiamo con interesse le riunioni che si terranno col Segretario generale e speriamo che strapperanno risultati che producano cambiamenti per il popolo del Sahara occidentale.
Infine, ci dispiace che al paragrafo 2 si dica semplicemente “chiede alle parti”. Noi pensiamo che ciò emendi il paragrafo 47 del rapporto del Segretario generale che si legge come segue: "Raccomando al Consiglio di sicurezza di chiedere alle parti, il Marocco e la Fronte POLISARIO, di impegnarsi in negoziati senza condizioni preliminari, per giungere ad una, soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile che permetta di assicurare l'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale. »
Deploriamo anche che il Gruppo degli Amici che hanno redatto questo progetto di risoluzione, ci abbia lasciato meno di 24 ore per pronunciarci. Questo può compromette la credibilità del Consiglio: i paesi che non fanno parte di questo gruppo, non dispongono mai di tempo sufficientemente per pronunciarsi su questi conflitti. Noi speriamo che in futuro, coloro che redigeranno i progetti, di risoluzione permettano a tutti di partecipare pienamente. Tutto ciò che noi vogliamo, è che i popoli del Marocco e del Sahara occidentale si riuniscano per risolvere i loro problemi, affinché il popolo del Sahara occidentale eserciti un giorno il suo diritto all'autodeterminazione. Appoggeremo questo progetto di risoluzione a malincuore perché non vogliamo impedire la creazione di una piattaforma che dia ai popoli del Marocco e del Sahara occidentale la possibilità di negoziare insieme.
Traduzione non ufficiale
Il Polisario soddisfatto della sua vittoria al Consiglio di sicurezza
New York, 30/04/2007
Il Fronte Polisario ha espresso la sua soddisfazione per la vittoria del popolo saharawi grazie ai numerosi sostegni all'interno come all'esterno del Consiglio di sicurezza e si dichiara disposto ad entrare nei “negoziati diretti” col Marocco per decolonizzare il Sahara Occidentale.
“Il popolo saharawi è riuscito ad ottenere che il suo diritto inalienabile all'autodeterminazione, che il regno del Marocco ha fatto tutto per negargli, sia al centro di ogni soluzione politica e che ne costituisce dunque il fondamento e la finalità”", ha dichiarato M. Mhamed Khadad, membro della Segreteria nazionale del Fronte Polisario.
Il diplomatico saharawi ha espresso la disponibilità del suo paese a “iniziare immediatamente i negoziati diretti” col Governo marocchino “sotto l’egida dell'ONU ”per giungere ad una soluzione politica reciprocamente accettabile” che assicuri l'autodeterminazione" del popolo del Sahara Occidentale“ conformemente alla raccomandazione contenuta nel paragrafo 47 del rapporto del Segretario generale delle nazioni Unite”. Adottando all'unanimità la sua risoluzione sul Sahara Occidentale, il Consiglio di sicurezza “ribadisce in modo solenne il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi”, ha sottolineato M. Khadad.
Per M. Khadad, il Governo marocchino ha “penosamente fallito nel suo tentativo di legittimare il fatto coloniale compiuto nel Sahara Occidentale.
Il voto del Consiglio di Sicurezza sul Sahara Occidentale atteso per lunedì
New York (Nazioni Unite) 27/04/2007
Continua al Consiglio di Sicurezza dell'ONU l'esame del progetto di risoluzione sul Sahara Occidentale, elaborato dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, il voto è stato rimandato a lunedì.
Il progetto di risoluzione redatto da Stati Uniti, Francia, Spagna, Russia e Gran Bretagna, (che formano il gruppo degli Amici del conflitto del Sahara Occidentale), è stato oggetto di negoziati serrati in seno al gruppo.
A causa del ritardo dei negoziati per l’elaborazione di un progetto di risoluzione sul Sahara Occidentale, il voto finale, atteso inizialmente per oggi (venerdì), si avrà solo lunedì 30 aprile.
Alcuni diplomatici presenti al negoziato si sono stupiti dell'accanimento della delegazione americana e francese nel volere svuotare la dottrina delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione di “ogni sostanza e nel volere adottare il progetto di autonomia marocchina come base di discussione tra le parti nei negoziati futuri” auspicati dal Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-Moon, nel suo ultimo rapporto sulla situazione al Sahara Occidentale al Consiglio di Sicurezza.
Le consultazioni del Consiglio basate sul rapporto del Segretario Generale si sono tenute venerdì scorso, a porte chiuse, nella sede delle Nazioni Unite, a New York, tra i quindici membri del Consiglio.
Dopo la presentazione del rapporto del rappresentante speciale del Segretario Generale, Julian Harston e del suo Inviato personale, Peter Van Walsum, i membri del Consiglio di Sicurezza sono intervenuti per esporre le loro posizioni e le valutazioni sul rapporto. Dopo la presentazione formale del rapporto del Segretario Generale al Consiglio, il dibattito si è sviluppato immediatamente, subito dopo le consultazioni, tra i paesi membri del gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, sul progetto di risoluzione.
Il progetto dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, è stato sottoposto agli altri membri del Consiglio che devono pronunciarsi sul contenuto e sull’orientamento di tale progetto, proporre, se necessari, emendamenti per arrivare all’approvazione lunedì 30 aprile.
Il testo sottoposto dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale è stato oggetto di un esame scrupoloso da parte delle delegazioni dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza che, a larga maggioranza si sono pronunciati a favore dell'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale e di negoziati diretti tra le due parti in conflitto, che sono il Fronte Polisario ed il Marocco, per giungere ad una soluzione politica reciprocamente accettabile che assicuri l'autodeterminazione del popolo saharawi, come raccomandata nell'ultimo rapporto di Ban Ki-Moon.
La delegazione russa è, sottolineano gli osservatori, ferma sul principio dell'autodeterminazione del popolo saharawi e sull'uguaglianza di trattamento tra le proposte del Fronte Polisario e del Marocco inviate al Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Nel suo ultimo rapporto, del 13 aprile al Consiglio, il Segretario Generale fa menzione del documento trasmesso dal Fronte Polisario intitolato “ Proposta del Fronte Polisario per una soluzione politica reciprocamente accettabile che prevede l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale” e quello marocchino intitolato “Iniziativa di autonomia per la regione del Sahara”.
Nella giornata di venerdì 27 aprile, la discussione è ripresa a livello dei periti del Consiglio di Sicurezza su un progetto di risoluzione finale che dovrebbe essere sottoposta poi ai quindici.
Tenuto conto della posizione adottata dalla maggioranza dei membri del Consiglio di Sicurezza durante le consultazioni di venerdì 20 aprile, ci si aspetta che questi stessi paesi sostengono con forza il diritto del popolo del Sahara Occidentale all'autodeterminazione e l'uguaglianza di trattamento delle due proposte, marocchina e saharawi, presentate al Segretario Generale.
Molti paesi, organizzazioni regionali ed internazionali tra cui l'Unione Europea, associazioni di difesa dei diritti umani, hanno ribadito il loro appoggio al diritto del popolo saharawi ad esercitare il suo diritto all'autodeterminazione e ad esercitare liberamente il suo diritto a scegliere il proprio avvenire.
Fonte SPS
Il rapporto di Ban Ki-Moon: è una sconfitta clamorosa del Marocco.
17/04/2007
Il rapporto presentato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul conflitto del Sahara Occidentale costituisce una "sconfitta clamorosa della strategia marocchina", sul diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, ha sottolineato la Federazione delle istituzioni spagnole solidali con il popolo saharawi (Fedissah). "Il rapporto è una sconfitta clamorosa della strategia marocchina e del suo piano di autonomia. di tutte le soluzioni imposte e contrarie al diritto internazionale ed alle risoluzioni delle Nazioni Unite" ', ha affermato il Fedissah in un comunicato. L'organizzazione che raggruppa gli eletti dei consigli comunali e regionali sostiene la causa saharawi, ha osservato che l’appello del segretario generale delle Nazioni Unite alle parti, Marocco e Fronte Polisario, a trattare una soluzione al conflitto è basata sul “diritto all'autodeterminazione" del popolo saharawi. La Fedissah sottolinea che il rapporto è "molto critico" sulle violazioni del Marocco dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale. Il Consiglio di Sicurezza dovrà pronunciarsi venerdì prossimo sulla nuova proroga del mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il referendum al Sahara Occidentale) e tutto fa pensare, che il Marocco ed i suoi alleati escano sconfitti e che le loro manovre siano finite.
D'ALEMA, RILANCIARE DIALOGO SU SAHARA OCCIDENTALE
(ANSAmed) - ALGERI, 17 APR - La diplomazia italiana sta lavorando per riannodare i fili del dialogo tra il Fronte Polisario che lotta per l'indipendenza del Sahara Occidentale e il Marocco. L'obiettivo - ha spiegato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ad Algeri dove stamani ha incontrato il premier Abdelaziz Belkadhem - e' quello di ''arrivare al dialogo fra le due parti senza precondizioni ed auspicabilmente con i paesi della regione a partire dall'Algeria e dalla Mauritania''. ''Abbiamo cercato di esercitare i nostri buoni auspici - ha spiegato D'Alema che due settimane fa aveva affrontato l'argomento con le autorita' marocchine - perche' questo dialogo venga avviato. E' un conflitto che si trascina da 30 anni ed e' ancor piu' pericoloso in una regione dove il terrorismo costituisce ancora una minaccia''. Proprio oggi il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha depositato il suo rapporto al Palazzo di Vetro e, l'Italia, da sempre - ha ricordato D'Alema - ha sostenuto le risoluzioni delle Nazioni Unite in materia di autodeterminazione per un referendum del popolo Sahraoui. D'Alema - che domani ribadira' la posizione italiana allo stesso segretario dell'Onu atteso a Roma - ''e' impegnata in questa questione e ritiene assolutamente necessario, come Comunita' Europea, una vera ed effettiva unione del Maghreb''. Un punto, quest'ultimo, ''assai importante nell'ambito della cooperazione mediterranea''. Dal 1975 il popolo sahraoui rivendica il diritto all'autodeterminazione e contesta l'annessione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, da parte del Marocco.
Il Presidente saharawi lo ha definito "equilibrato" l'ultimo rapporto dell'ONU sul Sahara occidentale ribadisce il principio dell'autodeterminazione
Lunedì 16 Aprile 2007
Di Mekioussa Chekir
"Si tratta di un rapporto normale ed equilibrato, perché ribadisce che il conflitto del Sahara occidentale è un problema di decolonizzazione e che la soluzione sta nel rispetto del diritto dei Saharawi all'autodeterminazione". E’ in questi termini che il presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), Mohamed Abdelaziz ha parlato, ieri, del rapporto del segretario generale dell'organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Ban-Ki-moon, sul Sahara occidentale. Intervenendo sulle onde del Catena III della radio nazionale, il presidente saharawi ha precisato che questo rapporto, che sarà reso pubblico verso la fine del mese e che è stato sottoposto al Consiglio di sicurezza, "registra e riflette la preoccupazione dell’ONU per le violazioni dei diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale. Il Presidente ha espresso anche la sua soddisfazione sulla parte del documento dove dice che "il Fronte Polisario e il governo del Marocco devono iniziare negoziati per arrivare ad una soluzione che garantisca il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione". Stessa soddisfazione dove il documento chiede al Consiglio di sicurezza di esercitare "le pressioni necessarie sulla parte che non tiene conto del diritto internazionale e viola i diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale." Ritornando sulle proposte contenute nella proposta dal Fronte Polisario, presentata al segretario generale dell'ONU, Mohamed Abdelaziz ha affermato che "per il Consiglio di sicurezza sono proposte costruttive, obiettive e flessibili" perché riflettono le risoluzioni dell'assemblea generale, del Consiglio di sicurezza e della Corte internazionale di L'Aia e sono conformi ala legalità internazionale. "Queste proposte offrono anche, contrariamente a quelle avanzate dal Marocco, tre opzioni, cioè l'indipendenza, l'integrazione al Marocco o l'autonomia", e sottolinea la "nostra disponibilità ad impegnarci in negoziati seri col Marocco." Questo è per il Presidente è "una reale apertura". Il presidente saharawi non ha escluso l'eventualità di una ripresa delle ostilità armate se la situazione di blocco attuale continuerà. "La posizione del Marocco rischia di fare fallire il processo di decolonizzazione sul quale molto si è impegnata la comunità internazionale".
Il Governo Saharawi accusa Zapatero di allinearsi al Marocco
Il Fronte Polisario presenta una proposta per la soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale
11-04-07
In un comunicato stampa il Fronte Polisario afferma che si tratta di un progetto "flessibile" e "costruttivo" che garantisce i diritti nazionali del popolo saharawi "in linea con le risoluzioni dell'Assemblea Generale di Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza che chiedono per il popolo saharawi il rispetto del suo diritto all’autodeterminazione attraverso un referendum libero e regolare. Il comunicato stampa afferma che questa proposta di soluzione è un "progetto aperto alla cooperazione e alle relazioni di buoni vicinato col regno del Marocco e con tutti i paesi della regione." Oltre al diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, la proposta introduce altri elementi come la possibilità di future relazioni economiche, commerciali e di sicurezza tra la RASD e Marocco. Da parte sua, il rappresentante del Fronte Polisario alle Nazioni Unite, Ahmed Bujari, ha precisato che la proposta è stata presentata a New York al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Rispetto al contenuto della proposta, Bujari ha detto che “per correttezza diplomatica" aspettiamo a che sia reso pubblico dalle Nazioni Unite prima di commentarlo a fondo. Il Marocco ha presentato martedì alle Nazioni Unite il suo progetto di autonomia per il Sahara. Il Polisario avvisa al PSOE che non lo riceverà a Tinduf se pretende di parlare del piano marocchino di autonomia. Il Fronte Polisario ha comunicato oggi al PSOE che non riceverà a Tinduf (Algeria) nessuna delegazione che pretenda di parlare con la direzione del FP del piano marocchino di autonomia per il Sahara Occidentale. Il ministro delegato per l’Europa e membro della segreteria del Fronte, Mohamed Sidati, ha dichiarato che la delegazione socialista che dovrebbe visitare gli accampamenti di Tinduf guidata dal segretario dei Movimenti Sociali, Pedro Zerolo, sarà ricevuta dalla direzione del Fronte solo per parlare di cooperazione o dell’autodeterminazione del popolo saharawi attraverso un referendum. Ma “non saranno benvenuti” se avranno il coraggio di venire per parlare col Polisario del piano marocchino di autonomia, proposta che il Fronte ha respinto decisamente e ripetutamente.
In una recente intervista, la segretaria delle Relazioni Internazionali del PSOE, Elena Valenzano, ha detto che il partito pensava di organizzare un viaggio agli accampamenti di Tinduf di una delegazione, prevedibilmente guidata da Zerolo, per parlare col Polisario dei termini di un possibile accordo col Marocco.
Nell'intervista, Valenzano ha detto che il Polisario deve fare un sforzo poiché, secondo il suo punto di vista, per il momento mantiene una posizione molto chiusa rispetto alla proposta marocchina di autonomia, piano non ancora definito, ma che esclude l'indipendenza.
Sidati ha argomentato che il Fronte Polisario è la parte in conflitto più flessibile, ricordando che ha accettato il Piano Baker dell'ONU che proponeva cinque anni di autonomia ai quali dovrebbe seguire un referendum di autodeterminazione. Sidati ha accusato il Governo spagnolo di trasformarsi in un complice dell'occupazione marocchina del Sahara Occidentale e di essere implicato in una manovra su gran scala contro il popolo saharawi.
Madrid, 09/04/2007
Il Primo ministro Saharawi, Abdelkader Taleb Oumar, ha accusato il Governo spagnolo di ”allinearsi al Marocco“ dopo la dichiarazione fatta domenica dalla segretaria delle Relazioni internazionali del PSOE, Elena Valenciano, ad Europa Press: “un'autonomia piena, ( nel Sahara Occidental) potrebbe essere la soluzione, con l'accordo dei Saharawi”. “Il Governo Zapatero, e non è un segreto per nessuno, si è allineato al Marocco. Il suo modo di operare non favorisce il negoziato né la risoluzione del conflitto. Non è necessario insinuare le intenzioni dei Saharawi, poiché sappiamo bene cosa ci interessa”, ha sottolineato M. Abdelkader in un'intervista al quotidiano madrileno, ABC, pubblicato lunedì.
Esprimendo una ”sensazione generale di delusione” verso l'esecutivo spagnolo, il Primo ministro ha sollevato ”anche la vendita di armi in Marocco” da parte della Spagna, mentre Madrid ha un ”debito storico e morale verso il popolo saharawi manifestato continuamente dalla maggioranza della società spagnola.” Alla domanda su ciò che si aspetta dalla risoluzione delle Nazioni Unite di fine aprile, M., Abdelkader ha formulato la speranza che l'ONU ”riaffermi il diritto dei Saharawi a decidere liberamente del proprio futuro in armonia col Piano Baker e con tutte le altre risoluzione che ignorano ciò che il Marocco cerca di mettere sul tavolo adesso”.
Alla domanda sulla possibilità, in questo momento, di un ritorno alle armi, il Primo ministro ha sottolineato che i saharawi ”non vogliono tornare indietro” . “Preferiamo la pace e le soluzioni pacifiche e che la comunità internazionale sia conseguente con le sue decisioni, ma non scartiamo il ritorno alla guerra” (…) ”l'abbiamo fatta prima con poco mezzi. Adesso siamo più numerosi, più uniti, molto preparati, rispettati da parecchi paesi amici ed appoggiati dalla legalità internazionale”, ha sostenuto.
Il Fronte Polisario aveva deplorato domenica ”l'adesione pericolosa” del Partito socialista spagnolo al potere (PSOE) al piano di autonomia marocchina nel Sahara Occidentale, un progetto” contro la libertà di espressione e contro la legalità internazionale”, rimproverandogli di essersi implicato in ”un'aggressione contro la legalità internazionale che esclude la ricerca di una soluzione giusta e definitiva del conflitto.”
ll Denaro - Mediterraneo
Relazioni bilaterali e turismo: D’Alema incontra Mohamed VI
4-04-2007
Il piano marocchino per il Sahara occidentale e le relazioni economiche bilaterali tra Italia e Marocco sono stati due degli argomenti affrontati nel colloquio tra il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e il re del Marocco, Mohamed VI, ieri a Marrakech. Secondo quanto ha riferito il portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara, l'incontro si è svolto in un clima di “grande calore e simpatia per l'Italia” e D'Alema e il sovrano marocchino hanno discusso del piano per il Sahara occidentale che il Marocco intende presentare in questo mese al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove l'Italia dal primo gennaio siede come membro non permanente. Nell'incontro sono state discusse anche le prospettive per nuovi investimenti italiani in Marocco soprattutto nel settoredelle infrastrutture, dei trasporti e del tessile. In particolare, da parte marocchina è stato anche auspicato un ulteriore flusso di investimenti italiani nel settore turistico e in particolar modo in quello del turismo di qualità”.Sulla futuro del Sahara e per sbloccare lo stallo in cui si trova da tempo la situazione nel Sahara occidentale “è necessario che la comunità internazionale faccia pressione per convincere il Marocco che un Sahara occidentale indipendente può costituire un elemento di unione economica e consentire anche al Marocco di avere una valida alternativa all'emigrazione verso l'Europa”. Lo sostiene il presidente dell'Associazione nazionale di solidarietà con il popolo Sahrawi (Anps) Luciano Ardesi, sociologo e già docente all'Università di Algeri. Conclusa la visita in Marocco D'Alema, è giunto a Tunisi per una visita bilaterale nel corso della quale incontrerà le massime autorità del Paese. Tra gli altri, il capo della diplomazia italiana ha un colloquio stamane con il presidente della Repubblica tunisina Ben Alid.
Prc: governo operi presso l'Onu per il popolo Sahrawi.
Roma, 2 aprile 2007
Si è svolto oggi, lunedì 2 aprile 2007, presso la direzione nazionale del Prc un incontro fra il segretario nazionale del partito Franco Giordano, il responsabile esteri Fabio Amato e una delegazione del ‘Fronte Polisario’ guidato da Emhamed Khadad, membro del segretariato nazionale, e Omar Mih, rappresentante in Italia. Nella riunione si è ribadito il “pieno sostegno del Prc alla lotta del popolo Sahrawi per il proprio diritto all’autodeterminazione e indipendenza”. Si è inoltre auspicato che “l’Italia e il governo dell’Unione sostengano nelle sedi internazionali, quali il consiglio di sicurezza dell’Onu di cui è membro non permanente, una soluzione politico negoziale fondata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite, che hanno proposto la necessità di un referendum quale via per risolvere il conflitto del Sahara Occidentale”. La delegazione Sahrawi ha ringraziato il Prc per il suo sostegno alla causa e ha invitato il partito a recarsi in visita nelle zone del Sahara occidentale.
Il Marocco lascia vuota la sedia nella conferenza del Parlamento Europeo
Bruxelles 21 marzo 2007 –
Il Marocco ha deciso di non partecipare alla conferenza organizzata martedì scorso dal Parlamento Europeo sul Sahara Occidentale, durante la quale il rappresentante dell'ONU, Jean Luc Onckelinks, responsabile dell’Informazione dell'ONU presso l'UE ed il Benelux, ha ricordato che il Tribunale Internazionale di Giustizia (TIG), non ha mai riconosciuto la sovranità del Marocco sul territorio saharawi. Invitato all’incontro, l'ambasciatore del Marocco, Menouar Alem, ha cercato di coinvolgere un rappresentante del Consiglio Reale Consultivo per i Temi Sahariani, CORCAS (organismo non riconosciuto dalla comunità internazionale quale rappresentante del popolo saharawi), per fargli presentare il piano di autonomia elaborato da Rabat che chiede di fatto il riconoscimento dell'annessione del Sahara Occidentale da parte del Marocco. La presidentessa del Comitato per il Magreb, l'eurodeputata spagnola Luisa Fernanda Rudi Úbeda, ha respinto la proposta di cambiamento fatta dal Marocco, 3 giorni prima della conferenza, argomentando che i relatori al convegno erano stati concordati e ogni modifica doveva essere approvata da tutti gli altri partecipanti. Per riuscire a fare il convegno promosso dal Parlamento Europeo, l'ufficio di presidenza del convegno ha "sospeso" l'intervento dell’ambasciatore marocchino e saharawi come rappresentanti dei paesi in conflitto, e dell'Algeria come osservatore, lasciando solo al rappresentante della "legalità internazionale", il responsabile dell'ONU il compito di esporre la storia del conflitto. Il Sig. Onckelinks ha relazionato agli eurodeputati la genesi del conflitto saharawi nel quale l'ONU è coinvolto dal 1965, quando la sua Assemblea Generale approvò una risoluzione che auspicava la "decolonizzazione" del Sahara Occidentale sotto occupazione spagnola, e chiedendo un "referendum di autodeterminazione." Da 1966 a 1973, altre sette risoluzioni che si riferiscono alla legalità internazionale, al diritto dei paesi a disporre di se stessi, sono state approvate dall'AG dell'ONU che si è ispirata anche alle risoluzioni dell'OUA che vanno nella stessa direzione. Ma il defunto re Hasán II, allontanandosi dalla proposta di un referendum di autodeterminazione, sollecitò l'arbitraggio del Tribunale Internazionale di Giustizia (TIG) organo dell'ONU, per stabilire se ci fosse un "legame giuridico" del Sahara Occidentale col suo Regno. Ma il TIG, nel 1976, emise il suo parere giuridicao, che inspira le risoluzioni dell'ONU, affermando esplicitamente che non esiste "nessun legame di sovranità del Marocco o della Mauritania" sul Sahara Occidentale, anche se "alcuni, ma solo alcuni dei capi di tribù hanno reso omaggio al Sultano del Marocco". In assenza di legame giuridico con Marocco o Mauritania, la risoluzione che chiedeva la decolonizzazione del Sahara e l'autodeterminazione del popolo saharawi non poteva essere modificata", ha affermato il rappresentante dell'ONU. Da allora, l'ONU si è impegnato dal 1990 nei piani di regolamentazione seguendo il classico processo della "decolonizzazione", fino all'ultimo Piano Baker II, respinto per il Marocco. Il rappresentante dell'ONU ha parlato degli altri interventi dell'ONU in materia di protezione dei rifugiati e del diritto umanitario, specialmente la relazione dell’Ottobre di 2006, che denunciava gli abusi dei quali è vittima la popolazione saharawi nei territori occupati. Il presidente della delegazione ad hoc del Parlamento Europeo per il Sahara Occidentale, l'eurodeputato Ioannis Kasoulides, ha indirizzato alla conferenza un messaggio, ricordando che il Parlamento Europeo deve continuare ad esigere dalle autorità marocchine l’autorizzazione per la delegazione ad hoc che si deve recare nei territori saharawis occupati per una missione informativa sulla repressione dei saharawis che manifestano pacificamente.
CAMPAGNA ANSPS - Sahrawi liberi di votare!
Dichiarazione di Tifariti sulla situazione del Sahara Occidentale
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