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IL RAPPORTO DI HUMAN RIGHTS WATCH

L'INTIFADA SAHRAWI, VERA RESISTENZA CIVILE NON VIOLENTA

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Commenti: Germana

...Finalmente qualche minuto per stare soli...per stare SOLA!!!!!! A dispetto dei tempi morti che vivono i suoi abitanti, il deserto del Sahara ci sta donando giornate frenetiche ...o quantomeno MOLTO PRIVE DI SOLITUDINE... paradosso a dir poco bizzarro, no? Però alla fine, il mio spazio di solitudine (forse sarebbe meglio dire di isolamento!) lo trovo e posso così scrivere le mie emozioni...frutto di un impatto forte...forse quasi incosciente ...di sicuro schizzofrenico, visto che nel giro di 24 ore mi sono ritrovata dalla stanza del mio ufficio in pieno quartiere Prati (brrrr…), alla “sala d’attesa” (esagerato?) dell’aeroporto di Algeri.

...ma come spiegare quanto si è agitato dentro di me in questi primi giorni di viaggio? ...più semplice forse descrivere le immagini, interiori ed esterne, che mi si sono presentate davanti agli occhi... immagini forti che mi hanno spesso disorientato...

I COLORI DI NOTTE

...La luna, luminosa presenza che tinge di un colore particolare il paesaggio che ho di fronte...tutto diventa di un color blu cobalto ...la luna, sempre lei a donare i sui generosi riflessi al mondo che mi circonda mentre sono in viaggio...mentre vedo e tento di vivere mondi nuovi...questa volta un mondo di tende, di piccole casette (saranno di mattone? ancora non lo so...) di malhfa appese...di silenzio assordante…quasi spettrale, ovattato, finto, avvolgente, affascinante...come entrare in un banco di nebbia continuando a vedere...cammini...il rumore dei tuoi passi e poi...di nuovo il niente, il nulla...il silenzio...IL VUOTO e poi...il buio...la luce delle lampade, delle torce, delle candele...nessun interruttore da accendere per vederci meglio...solo il tatto a guidare i nostri movimenti...a ricordarci che il mondo non è uguale dappertutto, che ci sono posti in cui si può (si deve?) vivere in modo diverso, magari dormendo in 13 su 9 materassi in un’unica piccola stanza...e va ancora bene...


I BAMBINI

Frotte colorate e sporche...polvere che si alza e voci gridate a domandare caramelle...disagio nel donarle...sentirsi “finti buoni” e provare imbarazzo nel donare qualcosa che sembrerebbe gratuito ma che è spesso merce di scambio per sorrisi...prima uno, timido...il fratello e la sorella con l’ultimo nato al collo...e poi tanti...tantissimi...a sbucare dai pasillos tra le tende e le casette...correre gridando già da fin troppo lontano “deme caramelo por favor”...il ricordo più nitido è il loro diventare tantissimi nel giro di poco...vederli sbucare praticamente dal nulla...dal nulla in cui sembrano vivere...ma il mio “non nulla” è davvero così pieno?


I COLORI DEL GIORNO

...un gruppo di donne...un altro...un altro ancora...malhfa colorate che gridano, bandiere al vento che ci circondano e ci ricordano (e si ricordano) che questo è un popolo che aspetta di tornare nella propria patria...un gruppo di manifestanti Saharawi nei territori occupati è stato assalito dalla polizia, e qui nei campi profughi, le donne e gli uomini (...ora che ci penso ce n’erano davvero pochi...) manifestano la loro solidarietà con chi è in Marocco…con chi è occupato, con chi è “al di là del muro”...posti diversi, storie diverse ma soluzioni sempre le stesse...suoni tipici e tanto colore, a contrastare il giallo ocra che regna sovrano...miglior accoglienza non potevamo sperarla......


LE TENDE
(effetto notte)

Chi l’avrebbe detto che di notte, in mezzo al destro, dentro una tenda sopra dei tappeti rossi, sorseggiando tè circondata da estranei mi sarei sentita così tanto “a casa”? Eppure è così! I colori caldi che trovo al loro interno e la luce soffusa delle lampade, donano alle tende Saharawi un’atmosfera quasi magica che invita al dialogo ed allo stare insieme...anche quando la lingua è diversa e ci si deve capire a gesti...ed ai miei romantici occhi di occidentalechehattuttoedipiù queste tende, ben lontane dalle Khaima tradizionali (quelle che ancora si vedono in El Ayoun sono quasi tutte quelle verdi della cruz roja española) ma ancor più lontane dalle piccolissime abitazioni di mattonifaidate in cui per fortuna ora vive la maggior parte della popolazion (almeno nel “nostro” campo di EL Ayoun)...queste tende, dicevo, hanno un fascino particolare...incantano...e rendono lo sguardo del padrone di casa, un tipico uomo Saharawi in vestito tradizionale ancor più intenso ed enigmatico... Tanto da farci accettare senza alcuna esitazione il dodicesimo tè della giornata!!!


...le altre immagini...scopritele voi, sperimentando in prima persona l’accoglienza di un popolo che a dispetto del periodo in cui viviamo e delle promesse non mantenute continua a percorrere la strada della diplomazia per ottenere quanto le spetterebbe di diritto: la proprietà della propria Terra...


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